Sei laboratori universitari di ricerca, coordinati da Michele Carducci e Anna Silvia Bruno

e promossi con il Centro di Ricerca Euro Americano sulle Politiche Costituzionali (Cedeuam) dell’Università del Salento (Italia) insieme al Nucleo di ricerca Constinter della FURB (Brasile) e alla Facultad  de Jurisprudencia, Ciencias sociales y Políticas de Guayaquil (Ecuador), per discutere i metodi di studio delle relazioni e interferenze tra regole giuridiche e regole di funzionamento del sistema naturale terrestre nell’emergenza climatica e ambientale, in prospettiva biomimetica [leggi qui].

Il progetto realizza i risultati di discussione e ricerca promossi con la Prof.ssa Dr.a Gina Pompeu di  UniFor del Brasile, grazie all’Institute of International Education.

Nella comunicazione, il progetto si riconosce nel principio di scongiurare la c.d. «ingiustizia linguistica»  (cfr.Linguistic Injustice in Academia).

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L’analisi ecologica del diritto non identifica un nuovo paradigma ermeneutico, assiologico o utilitaristico, bensì un nuovo programma di ricerca quali-quantitativo nell’osservazione del diritto in tutte le sue manifestazioni (dai formanti alle teorie alle tradizioni giuridiche), soprattutto dopo che l’Accordo di Parigi del 2015 sul clima ha riconosciuto legittimità alle valutazioni cosiddette «non di mercato» delle politiche climatiche (con l’art. 6.8), e dopo che è stato introdotto l’indice di sviluppo umano corretto con le pressioni planetarie (PHDI).  Essa fa tesoro anche dei risultati della «Gulbenkian Commission on the Restructuring of the Social Sciences» e della Legal Epidemiology, ispirandosi altresì alla teoria dei sistemi socio-ecologici adattivi complessi (CASES), alla gestione accoppiata dei sistemi umani e naturali (CHANS), al modello previsionale cosiddetto  «Human and Nature Dynamics» (HANDY) e «panarchico», alla New York Declaration on Animal Consciousness.

L’analisi è di contenuto sia positivo che normativo. 

 Il contenuto positivo deriva dagli articoli 2 dell’UNFCCC del 1992 e 2 dell’Accordo di Parigi del 2015, dato che, il primo, contiene l’unica fonte internazionale di riconoscimento dell’inerzia temporale del sistema terrestre, mentre, il secondo, individua, per la prima volta, la soglia limite per controllare con sicurezza quell’inerzia.

Il contenuto normativo discute la condizione  «bad-to-worst» del futuro della presenza umana nel sistema, in ragione appunto dell’inerzia  (si v. L. Kemp et al., Finale di partita sul clima, 2022, e C.E. Richards et al., Re-framing the threat of global warming) ed è strutturato su sei pilastri:

(1) conoscenza del sistema climatico e delle fondamentali leggi della termodinamica e della biofisica, che presidiano tutte le sue sfere di funzionamento, a cominciare dal principio di inerzia; (2) confronto, dialogo e interazione con le scienze naturali e del sistema Terra, nella prospettiva della «consilienza» auspicata da Edward O. Wilson e una visione di «realismo prospettico»; (3) qualificazione della realtà naturale non in termini strumentali ai soli interessi umani, ma in termini di  preservazione dei cicli di mantenimento di tutte le forme di vita, inclusa quella umana, all’ interno delle soglie di non ribaltamento, abitabilità e vivibilità del pianeta («Tipping Points» e «Planetary Boundaries»); (4) considerazione del carattere inedito dell’emergenza climatica e ambientale, nei suoi vettori temporali; (5) valutazione dell’efficacia delle regole giuridiche con riguardo sia ai loro effetti sulle aspettative umane, come già dispone l’analisi economica del diritto con il suo postulato dell’efficienza, sia ai processi generati sul sistema climatico, in termini di eMergia ed eXergia che condizionano le inerzie dell’emergenza; (6) considerazione del «multinaturalismo» della cultura umana.

In questo quadro, il diritto, da risposta «efficiente» su singoli rischi (come considerato dall’ analisi economica del diritto e dal Behavioral Approach to Law), si trasforma in risposta «adeguata» (ovvero resiliente) alle leggi di natura, a partire appunto dal principio di inerzia.

I principali  quadri teorici dell’analisi ecologica del diritto sono offerti, in particolare, dagli studi di Sergej Podolinskij, Frederick Soddy, Nikola Tesla, Georgii Frantsevich Gause, Arthur Stanley Eddington, Silvio Gesell, Joseph Schumpeter, Joan Robinson, Karl Polanyi, Jean Piaget, Julian H. Steward, Leslie A. White, Kurt Lewin, Karl William Kapp, Slavcho Zagorov, Barry Commoner, Jay M. Forrester, Nicholas Georgescu-Roegen, Norbert Elias, Niklas Luhmann, Umberto Cerroni, Bruno de Finetti, Franco Selleri, Mario Ceruti, Ota Weinberger, Imre Lakatos, André Gorz, Edward Norton Lorenz, Crawford Stanley Holling, Manfred Max-Neef, Eugene P. Odum, Howard T. Odum, Vladimir Ivanovič Vernadskij, Philip Warren Anderson, Robert L. Heilbroner, Robert U. Ayres, Keith Hart, Ernst Mayr, Tim Ingold, Hans Jonas, Hans Immler, Will Steffen, Joaquín Herrera Flores, Eduardo Viveiros de Castro, Michel Serres, Enrique Leff, Miguel Benasayag, Steve Keen, Steve Rayner, Michael Thomson, Philippa Foot, Daniel Innerarity, Scott J. Shapiro, Dipesh Chakrabarty, Ugo Bardi, Timothy M. Lenton.

Le applicazioni pratiche sono realizzate con il ricorso alle seguenti fonti di analisi e utilizzo dati: UN IRP Global Material Flows Database; Material Flow Analysis PortalThe Human Impacts Database; UNRISD User Manual for the Sustainable Development Performance Indicators; Sustainable Development Index; Climate Watch; 1,5°C National Path Explorer; Living Planet Index; Global Tipping Points; Planet Health Check; System Dynamics Society.

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I laboratori sono aperti tutto l’anno e sono rivolti prevalentemente a Dottorandi e Post-Doc di qualsiasi disciplina, interessati ai temi.

 I programmi dei singoli laboratori sono scaricabili da questa pagina, in basso. Le call periodiche di discussione sono aggiornate nell’apposito link.

Per informazioni e prenotazioni dei laboratori prescelti, è sufficiente compilare la scheda sottostante. 

Sei laboratori permanenti di discussione e orientamento alla ricerca

Laboratori permanenti di ricerca scientifica

1) Il problema della costruzione di una lingua comune tra diritto e scienze del sistema Terra [leggi qui]

2) L’analisi economica del diritto e i suoi limiti [leggi qui] 

 3) Le critiche giuridiche, economiche ed ecologiche al diritto contemporaneo [leggi qui] 

Laboratori permanenti di orientamento scientifico

4) Le ragioni dell’analisi ecologica del diritto nell’emergenza climatica e ambientale [leggi qui]

5) I metodi dell’analisi ecologica del diritto [leggi qui] 

6) I determinanti costituzionali dell’economia e della natura [leggi qui